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Adolescenti e cellulare

Adolescenti e cellulare: a quale età i nostri ragazzi sono sufficientemente maturi per usare il cellulare? L’inizio delle scuole medie può considerarsi l’età giusta?

Genitorialmente | adoelscenti e cellulare
La risposta non così semplice. Prima che la signorina G diventasse adolescente, non avevo dubbi la risposta era sicuramente no! Ecco perfettamente coerente con me stessa, le ho comprato il cellulare all’inizio della prima media. Una débâcle assoluta. 

Di scusanti me ne sono trovata tantissime: è sempre stata una brava bambina, ha sempre avuto ottimi risultati a scuola, non ha mai chiesto molto e una volta tanto che desidera molto qualcosa, non è giusto negarlo, etc. Ma appunto si tratta di auto assoluzione.

Adolescenti e cellulare: il problema è un po’ più complesso, il fattore emozionale assume un peso rilevante, sia per noi genitori sia per i ragazzi. In questo periodo i nostri bambini cambiano fisicamente e psicologicamente, il cordone ombelicale comincia ad essere veramente reciso solo in questo periodo.
Iniziano le prime uscite, nel quartiere, da soli con gli amici, e il fatto di poterli chiamare in ogni momento ci dà una sorta di rassicurazione, forse è solo un’illusione ma, inutile negarlo, un po’ ci tranquillizza.

Dal punto di vista dei ragazzi poi la situazione è ancora più complicata. L’adolescenza come ben sappiamo è un’età decisamente particolare. In questo periodo della vita, i nostri ragazzi sono maggiormente sensibili ed emotivamente più fragili. Hanno bisogno di “non sentirsi soli” e di comunicare, non più esclusivamente con i genitori, ma soprattutto con gli amici.
Ormai, molto spesso, comunicare significa inviare SMS o messaggi whatsapp. Tutto viene organizzato con il cellulare, dalle uscite in compagnia allo scambio dei compiti.
Purtroppo, però, i messaggi sono usati anche per scambiarsi le confidenze tra amiche e i pettegolezzi. E qui, nella mente, mi sia materializza un enorme cartello di pericolo.

Con il telefono poi ci si scambia anche immagini e si “conoscono” anche altre persone. E su questo tema, il cartello di pericolo diventa vera preoccupazione.

Allora cosa dobbiamo fare noi genitori? Lo dobbiamo proibire? Onestamente mi pare un approccio anacronistico, anche perché i nostri ragazzi sono più in gamba di quel che vorremmo pensare e un altro modo per accedere a questo tipo di comunicazioni lo troverebbero lo stesso.

Io non ho trovato nessuna soluzione magica e sono ricorsa all’unico metodo che conosco, il dialogo e le dimostrazioni pratiche.

Abbiamo parlato dei rischi collegati a fare le proprie confidenze, anche alle amiche del cuore, con uno strumento che in un attimo di rabbia ci consente di far girare il messaggio tra tantissime persone che a loro volta lo potranno girare a innumerevoli altri.

Le ho poi fatto vedere che nei vari profili di whatsapp e ancora meglio dei social network è veramente banale mentire su età sesso e professione e che potevo tranquillamente spacciarmi per un ragazzo di 13 anni.

Spero che il vecchissimo metodo del dialogo serva a qualcosa, ma questo non mi libera assolutamente dall’ansia.

Aspetto i vostri consigli su come avete affrontato voi la questione.

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