Come sopravvivere ai primi mesi del bambino?

Genitorialmente | Come sopravvivere ai primi mesi del bambino

Diventare genitori cambia la vita.

Questa è sicuramente un’affermazione che tutti possono condividere ma che si comprende al pieno solo dopo che il bambino è nato. I primi mesi del neonato sono, infatti, i più duri soprattutto per quello che riguarda la madre, che dovrà riorganizzare completamente la propria giornata in funzione del proprio bambino.

Una delle attività che maggiormente terrà impegnata la mamma del neonato sarà neanche a dirlo l’allattamento, sia che il bambino venga allattato al seno sia che sia nutrito col biberon. Nel primo caso infatti la madre dovrà calibrare la produzione di latte delle proprie ghiandole mammarie alle esigenze di nutrizione del proprio piccolo; nel secondo, invece, dovrà imparare invece a gestire la preparazione del latte in polvere in ogni tipo di situazione possibile, compresa la notte con un bambino urlante in braccio.

Ecco allora qualche consiglio pratico per sopravvivere ai primi mesi del bambino prima che, con l’introduzione della pappa e lo svezzamento, tu possa finalmente tirare un piccolo, ma significativo, respiro di sollievo.

Come sopravvivere all’allattamento al seno del neonato

All’inizio il tuo bambino si nutrirà di colostro, un fluido giallastro che il tuo seno inizierà a produrre subito dopo che il bambino sarà nato. Si tratta di una sostanza estremamente ricca di nutrienti ed anticorpi, per cui anche in ospedale sentirai medici ed infermieri insistere il più possibile per attaccare alle tue mammelle il neonato anche se ancora non si è vista una goccia di latte.

Genitorialmente | Come sopravvivere ai primi mesi del bambino

Superata questa fase, della durata di 1 o 2 settimane, dovrai quindi iniziare ad aumentare frequenza e durata delle poppate per far sì che il tuo seno si adegui al fabbisogno di latte necessario: si tratta di un processo del tutto naturale che coinvolge madre e figlio ma che comporta comunque un grande sacrificio per la neomamma, soprattutto se quest’ultima dovesse avere all’inizio poco latte e/o il bambino dovesse mostrarsi pigro o svogliati nell’attaccarsi.

In questo caso, un’ottima soluzione, suggerita anche dalle consulenti per l’allattamento, è senz’altro quella di spremere il latte dalle mammelle in modo manuale o con una pompa tiralatte: questo, simulando la suzione del neonato, stimolerà la produzione di latte e impedirà alle mammelle di indurirsi e di gonfiarsi, rendendo più difficile e doloroso l’attaccamento al seno.

Il latte estratto con la spremitura manuale o con la pompa potrà essere somministrato al neonato con una siringa o con un cucchiaio; è sempre preferibile non utilizzare il biberon, soprattutto nel caso di allattamento al seno esclusivo, per non interferire con la suzione dal capezzolo che è diversa da quella che avviene utilizzando una tettarella artificiale.

Come prendersi cura dei capezzoli dolenti

Può accadere talvolta che il bambino si attacchi in modo improprio al capezzolo provocando ferite ed irritazioni. La formazione di ragadi, oltre che molto dolorosa, può anche comportare l’annidamento di germi e batteri che predispongono la madre ad infezioni. Cosa fare allora in questi casi? La cosa migliore è quella di prendersi cura il più possibile del proprio seno, idratando la pelle con creme compatibili con l’allattamento, fra cui ad esempio quelle a base di lanolina, e mantenendo asciutta e pulita la zona.

Tutto questo è sufficiente ad assicurarti la buona riuscita dell’allattamento? Nella maggior parte dei casi sì, ma può comunque accadere che il bambino non si nutra lo stesso abbastanza e abbia bisogno di un’integrazione.

Come preparare il latte in polvere

Nel caso di latte insufficiente o di situazioni di una gravità tale da pregiudicare la buona riuscita dell’allattamento al seno, il medico può indirizzare la madre verso l’allattamento artificiale. Anche in questo caso, le difficoltà che si possono incontrare durante i primi mesi di vita del neonato non sono poche! Il bambino potrebbe, infatti, non gradire il sapore di alcuni tipi di formule, oppure avere difficoltà ad attaccarsi al biberon; ci sono addirittura bambini allergici al lattice utilizzato per le tettarelle, anche se in tal caso di potrà optare per quelle in silicone.

Un altro aspetto riguardante l’allattamento al biberon che non potrai trascurare è quello relativo alla sterilizzazione di tutti gli strumenti utilizzati per allattare, dalla bottiglina, alla tettarella, alla ghiera.

Ecco allora un sito che potrà esserti davvero di grande aiuto per ricevere suggerimenti sulle prime fasi dell’allattamento e della cura di un neonato: si chiama GoodBabyFood ed è pensato per tutte quelle neomamme come te che sono a caccia di consigli per sopravvivere ai primi mesi di vita del bambino.


Blog di genitori - Manu e Flavia | Genitorialmente

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