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Quando portare un figlio adolescente dallo psicologo? Le psicologhe rispondono

Quando portare un figlio adolescente dallo psicologo? Te lo sei mai chiesto? c’è chi dice che è diventata una moda. Cerchiamo di capire quando  quando è opportuno portare il proprio figlio o la propria figlia dallo psicologo? Noi genitori abbiamo bisogno di capire, leggi le domande che noi genitori poniamo alle due esperte psicologhe psicoterapeutiche di Psyblog

Genitorialmente | Quando portare un figlio adolescente dallo psicologo

Ci sono delle situazioni in cui gli altri, gli insegnanti, gli amici o i parenti mettono in evidenza che c’è qualcosa che non va come dovrebbe, altre in cui sono i genitori stessi a preoccuparsi perché i figli sono silenziosi, scostanti, sembrano aver cambiato carattere.

A volte i ragazzi manifestano un disagio esplicito, a volte le difficoltà prendono la forma di silenzi, di porte che vengono sbattute, di lacrime improvvise, o magari  di risposte sempre più brusche.

Quando portare un figlio adolescente dallo psicologo – Le problematiche

Nel post di Genitorialmente vengono sottolineate le problematiche più comuni: timidezza, introversione, paura di non essere accettati, insicurezza … tante problematiche che contengono la difficoltà di crescere e di costruire il proprio senso di sé e la propria identità.

Ci sono dunque delle difficoltà tipicamente adolescenziali che possono essere superate con il tempo e altre che richiedono degli interventi più mirati.

Per la prima volta ci troviamo a non essere d’accordo con ciò che scrivono i nostri genitori: tra le righe e in alcuni punti in maniera esplicita si legge che nella vita è meglio se si riesce a cavarsela da soli.

A noi piace pensare che, dato che nessun uomo è un’isola[1], il supporto degli altri sia sempre fondamentale, sia che si tratti dei genitori, degli amici, degli insegnanti, di altri adulti o coetanei nei quali si nutre fiducia. In alcune situazioni questo supporto può e/o deve essere dato da un professionista. Il chiedere aiuto ad uno psicologo non è un fallimento per i figli, né per i genitori, è una risorsa in più di cui si può disporre quando si attraversa un momento di difficoltà o anche quando si vorrebbe migliorare la propria vita.

Quando portare un figlio adolescente dallo psicologo: non è l’ultima spiaggia

È proprio questo ciò che vogliamo sottolineare nel post: andare dallo psicologo non deve mai essere considerata l’ultima spiaggia! Tante volte arrivano da noi degli adulti che ci dicono di averle provate tutte prima di chiederci aiuto. Anni di sofferenza e variegati tentativi e tanti, troppi sensi di colpa per non avercela fatta da soli!

È proprio una premessa da sconfiggere questo falso mito del dovercela fare da soli, del dovere trovare a tutti i costi la forza in se stessi.

Proviamo a pensare a che cosa succede se uno pensa di dover trovare la forza in se stesso e poi non la trova. Succede che il senso di inadeguatezza cresce in maniera esponenziale, che ci si sente non all’altezza, non abbastanza bravi e, a sancire la sensazione di fallimento, arriva pure il senso di colpa. E dal senso di colpa non si scappa!

Se invece si parte dal presupposto che se si vive una difficoltà si può chiedere aiuto, si potrà imparare che nella vita non è necessario essere super eroi per sopravvivere, che si può pure fallire ogni tanto e soprattutto che, se si ha bisogno di aiuto lo si può chiedere. E questo non significa essere deboli, tutt’altro, rappresenta una grande risorsa che nella vita sarà sempre utile.

Chiedere aiuto agli altri, che siano persone con cui si hanno relazioni informali o professionisti non significa sviluppare una dipendenza relazionale e quindi non essere mai in grado di cavarsela se non grazie agli altri. Significa sapere che si può contare su una rete e quindi anche prevenire tantissime difficoltà.

Quando portare un figlio adolescente dallo psicologo: costruire indipendenza

Il nostro lavoro come psicologhe e psicoterapeute non è quello di creare una dipendenza continua in chi si rivolge a noi, ma al contrario quello di aiutare chi si rivolge a noi a trovare le proprie risorse  e costruire gli strumenti per affrontare gli eventi della vita, presenti e futuri.

Lo psicologo che lavora bene lo fa in modo da aiutare le persone a non avere più bisogno di lui.

E in genere prima ci si rivolge a un professionista della relazione d’aiuto e prima le difficoltà si possono risolvere, anziché incistarsi e diventare nodi sempre più complicati da sciogliere. Per questo ci preme sottolineare che non esiste un’età giusta, non c’è un tempo da aspettare, ma se si sente che un figlio vive una difficoltà gli si può proporre con serenità di parlare con qualcuno che può aiutarlo in modo diverso da come possono fare gli amici o i genitori.

Quando portare un figlio adolescente dallo psicologo: il genitore deve crederci

Non c’è un’età più adatta di un’altra, ma soprattutto è fondamentale che i genitori stessi credano che sia una risorsa, altrimenti non potrà mai passare il messaggio che è un bene poter chiedere supporto in un momento di difficoltà. Abbiamo detto tante volte come i ragazzi abbiano sete di autenticità da parte dei genitori, quindi se sentiranno che lo psicologo viene considerato inutile, o da usare solo in caso in cui uno non ce la fa in altro modo, difficilmente vorranno andarci, a meno che non abbiano già sviluppato un elevato livello di consapevolezza o abbiano avuto la possibilità di conoscere la nostra figura professionale in altri contesti, ad esempio a scuola.

Nella nostra esperienza capita sempre con maggiore frequenza che siano i ragazzi stessi a chiedere di poter parlare con noi- Lo chiedono con forza ai genitori, ma solo dopo averci pensato tantissimo, dopo avere arrancato dietro tentativi differenti e aver sentito di non avere più alternative.

Quando portare un figlio adolescente dallo psicologo: il coraggio dei ragazzi

Come Francesca che fa la prima media e ha mandato sul telefono dei genitori il link di un sito di psicologi dicendo loro di aver bisogno di affrontare la sua rabbia, un’emozione che la spaventa perché non sa contenerla e che in famiglia viene considerata una banale forma di gelosia nei confronti della sorella di 6 anni.

O come Elisa (14 anni) che ha chiesto di parlare con una psicologa e si è trovata ad affrontare un nuovo conflitto tra i genitori separati, in cui la madre ha accolto subito la richiesta mentre il padre ha remato contro fino a che la stessa Elisa non si è imposta in modo forte…ma quanto le è costato?

Noi crediamo che queste non siano le storie di due adolescenti fragili, ma di due ragazzine molto forti che sono state capaci di superare i pregiudizi e di fare ciò che i loro genitori non sono riusciti a fare: porsi in ascolto di se stesse e decidere di chiedere aiuto in un modo chiaro e determinato.

Ci rendiamo conto che riconoscere che il proprio figlio ha un problema non è una cosa facile e soprattutto non facile per un genitore accettare di non avere gli strumenti per aiutarlo e aprire le porte ad un perfetto estraneo.

Per questo ci preme sottolineare che lo psicologo non va a caccia di colpevoli per decidere se qualcuno ha fatto qualcosa di sbagliato E’ una persona che può essere d’aiuto a tutta la famiglia in un momento di difficoltà, che si tratti di una tematica individuale o relazionale.

Quando portare un figlio dallo psicologo? Abbiamo capito che chiedere aiuto è un atto di coraggio, che , quando serve, non possiamo negare ai nostri figli.

Maria Grazia Rubanu e Melania Cabras

Psynerghia. Psicologia e relazioni

Photo by Uroš Jovičić on Unsplash

Nella rubrica Figli al centro troverai le domande dei genitori che come te cercano delle risposte o dei consigli. Troverai anche le risposte e i consigli che stai cercando, questi sono solo alcuni degli argomenti che abbiamo trattato:  problemi scolastici, quando i figli rispondono male e non li riconosciamo più. Disaccordo fra i genitoriseparazione,  sextingdialogo con i figli, omosessualitàeducazione e ruolo del papà

[1] John Donne, Nessun uomo è un’isola

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