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Come fare le mappe concettuali e cosa sono

Come fare le mappe concettuali e cosa sono | Genitorialmente

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A scuola ne parlano spesso sia le mamme sia gli insegnanti; ma siamo veramente sicuri di sapere cosa sono le mappe concettuali, a cosa servono e, soprattutto, come fare le mappe concettuali?

Cosa sono le mappe concettuali

La risposta può sembrare abbastanza semplice: sono degli schemi che sintetizzano l’argomento di studio; la parte più complessa è capire come fare le mappe concettuali.

Il loro scopo è aiutare i nostri bambini e i nostri ragazzi a comprendere e memorizzare i concetti più importanti e la sequenza logica di quello che stanno studiando.

Nelle mappe concettuali, i concetti fondamentali sono disegnati utilizzando delle figure geometriche. Tutte queste le figure geometriche sono legate tra loro attraverso delle frecce; tali frecce indicano le relazioni logiche che legano i concetti fondamentali.

Perché sono così popolari le mappe concettuali

Le mappe concettuali sono diventate così “famose” perché l’utilizzo degli schemi e della rappresentazione grafica favorisce la memorizzazione dei diversi concetti e aiuta poi l’organizzazione dell’esposizione.

Ma vediamo ora la parte più importate, ossia come fare le mappe concettuali.

Come fare le mappe concettuali

Fare le mappe concettuali non è banale come può sembrare in un primo momento, ma è sicuramente alla portata dei nostri piccoli, occorre solo un po’ di allenamento. Quel che conta è che ogni bimbo trovi il proprio modo di rappresentare e schematizzare i concetti.

Il punto di partenza per imparare a fare le mappe concettuali è abituarsi a identificare nel testo da studiare i concetti chiave.

I concetti sottolineati saranno i “mattoncini” fondamentali da inserire nella nostra mappa concettuale e saranno rappresentati utilizzando delle figure geometriche.

Un valido aiuto per la memorizzazione è utilizzare forme o colori diversi in base all’importanza del concetto o al livello del concetto stesso.

Il passo successivo è identificare le relazioni che legano questi concetti base.

Questi aspetti credo che possano essere spiegati un po’ meglio attraverso un esempio. Come esempio non posso esimermi dall’utilizzare un grande classico dello studio nelle scuole elementari: “la fotosintesi clorofilliana”.

I primi concetti fondamentali che probabilmente incontreremo nel nostro testo, probabilmente saranno quelli che mi dicono a cosa serve, quali elementi servono perché avvenga, perché è importante per noi e in quale parte della pianta avviene.

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Il passo successivo sarà identificare i passi del processo che portano alla produzione del nutrimento per la pianta.

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Come fare le mappe concettuali – i programmi (o gli strumenti) da usare

Lo strumento secondo me più semplice e soprattutto più efficace è la matita, anzi meglio ancora le matite colorate.

Il solo fatto di riscrivere su carta quel che vogliamo studiare è un contributo fondamentale alla memorizzazione e alla comprensione.

Se proprio vogliamo usare un programma, in rete se ne trovano diversi che hanno la possibilità di essere utilizzati in modo gratuito; i più famosi sono: MindMeister, Mindomo, WiseMapping, Xmind, FreeMind, Cmap Tools.

Infine, in rete possono essere trovate le mappe concettuali già pronte per i più disparati argomenti; io, però, credo che studiare mappe concettuali fatti da altri sia veramente poco utile. Realizzandole in autonomia i concetti diventeranno veramente nostri e si migliorerà il proprio metodo di studio.

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