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Come creare un rapporto di fiducia con figli adolescenti. Le psicologhe rispondono

Come creare un rapporto di fiducia con figli adolescenti questo è l’argomento di cui parliamo questo mese. Per la rubrica Figli al centro prosegue la collaborazione con Psyblog e le sue psicoterapeute, esperte in tematiche relazionali che ci aiuteranno con i loro consigli

Genitorialmente | Come creare un rapporto di fiducia con figli adolescenti

Fidùcia s. f. [dal lat. fiducia, der. di fidĕre «fidare, confidare»] (pl., raro, –cie). – 1. Atteggiamento, verso altri o verso sé stessi, che risulta da una valutazione positiva di fatti, circostanze, relazioni, per cui si confida nelle altrui o proprie possibilità, e che generalmente produce un sentimento di sicurezza e tranquillità.

Abbiamo iniziato questo post con la definizione della parola Fiducia tratta dal dizionario Treccani della lingua italiana. Una definizione che ci piace sottolineare soprattutto per la parte in cui si parla della produzione di “un sentimento di sicurezza e tranquillità”.

Quel sentimento di sicurezza e tranquillità al quale, nella fase della famiglia con figli adolescenti, tutti tendono: sia i genitori che i figli.

Il primo punto che ci preme sottolineare è dunque questo: anche se appaiono in contrasto tra loro, genitori e figli adolescenti vogliono la stessa cosa: sentirsi sereni e tranquilli e sentire che le persone a cui vogliono bene hanno fiducia in loro.

La fiducia ha dunque strettamente a che fare con la RECIPROCITÀ.

Come creare un rapporto di fiducia con figli adolescenti. L’interdipendenza

È vero ciò che dice Manu: la fiducia è qualcosa che si costruisce giorno dopo giorno, già dal primo vagito, segue il ritmo delle relazioni che si instaurano e non può mai darsi per assodata. È sempre in costruzione e in mutamento, a seconda, non solo, come spesso si crede, dell’età dei figli, ma anche della fase di vita che i genitori stanno attraversando.

Chi ha figli adolescenti spesso tende a punteggiare sui loro mutamenti e si pone come osservatore esterno di ciò che accade, dimenticando di essere parte di un sistema in interazione costante e in cui i singoli membri vivono una condizione di INTERDIPENDENZA, in cui il comportamento e le emozioni di ognuno sono fortemente collegati a quelli degli altri.

Come creare un rapporto di fiducia con figli adolescenti. Il cambiamento

Si parla spesso di adolescenza come fase di cambiamenti profondi, di imprevedibilità e di incertezza, ma l’adolescenza è anche una creazione degli adulti, ha a che fare con la nostra paura di fronte a ciò che è mutevole. L’adolescenza dunque non è solo CRISI ma anche SPINTA VITALE VERSO IL CAMBIAMENTO e una richiesta, che può diventare urlo, al mondo adulto perché ascolti la parola del passaggio tra chi non è più e chi non è ancora.

Non si è più bambini ma non si è ancora adulti.

Questo momento di passaggio ha bisogno della collaborazione di tutto il sistema familiare: i ragazzi hanno diritto di attraversare il loro momento di crisi e i genitori devono ricostruire l’equilibrio tra distanza e vicinanza, ma spesso si sentono in difficoltà perché fanno fatica a contattare gli adolescenti che sono stati per poter entrare in contatto con i propri figli.

Noi adulti tendiamo a vedere gli adolescenti in due modi: o come creature inquiete, in guerra col mondo, o come esseri fragili e insicuri alla ricerca della propria identità. Ma questa età ha anche il volto della creatività, del desiderio di costruire se stessi e il proprio futuro, di fare progetti, di mettersi alla prova e di inseguire i propri sogni e con essi costruire una vita che valga la pena di essere vissuta.

Abbiamo già detto che l’adolescenza viene spesso collegata all’idea di crisi ma non dobbiamo dimenticare che il termine crisi contiene in sé i concetti di separazione e di scelta e la doppia lettura di vincolo e opportunità.

La crisi non è qualcosa che deve essere evitato, ma va vissuta anche se appare drammatica, perché è un passaggio necessario per la costruzione di un’identità adulta. È proprio laddove la crisi viene evitata che compaiono i sintomi e le patologie. È in questo momento che gli adulti che supportano e curano devono resistere alla tentazione di sostituirsi ai figli e trovare le soluzioni per loro. Per aiutarli davvero devono saper reggere lo stare nel tempo sospeso dell’incertezza, dell’ambivalenza e della confusione.

Le relazioni tra genitori e figli si modificano e cominciano ad emergere differenze che diventano contrapposizioni e conflitti. Si tratta del conflitto necessario per la costruzione della propria indipendenza, una condizione nella quale per affermare se stessi è necessario portare avanti la cosiddetta caduta degli dei. Un bisogno di ridefinizione del legame con i genitori che non sono più le figure idealizzate dell’infanzia ma vengono trasformate in esseri umani reali con i limiti  e le debolezze che questo comporta.

Come creare un rapporto di fiducia con figli adolescenti. Il cortocircuito

Per i ragazzi è difficile parlare con gli adulti perché questi spesso sono più concentrati sul modello pedagogico della svalutazione degli adolescenti, anziché sulla loro valorizzazione. I ragazzi vogliono essere presi sul serio, si aspettano di essere ascoltati perché hanno cose importanti da dire. Si trovano ad oscillare  tra il sentirsi grandi e piccoli e vengono trattati in modi contrastanti anche da coloro che li circondano.

Non hanno bisogno di sentirsi fare delle prediche ma di incontrare il saper fare e il saper essere dei propri genitori e degli adulti in generale. Le domande in questa fase sono sempre due: chi sono io e da chi sono diverso? Due domande in cerca di risposte che possano bilanciare tra l’autoidentificazione e la differenziazione dall’altro.

Durante l’infanzia è l’adulto, adorato e idealizzato a filtrare i bisogni dei bambini e fare da mediazione con l’esterno, in adolescenza i ragazzi devono prendere in carico se stessi e iniziano a sperimentare le proprie abilità e competenze anche attraverso lo stato di confusione che spesso si trovano a vivere, una confusione che non ha a che fare con difficoltà cognitive ma con la complessità del gestire emozioni e vissuti interni difficili da integrare perché spesso contrastanti e questo da luogo a senso di smarrimento e paura o anche tentativi di negazione.

Hanno difficoltà ad avere familiarità con il loro sentire interno, eppure è proprio questa la condizione per potersi fidare di se stessi. È per questo che in questa età sono così frequenti gli agìti, la messa in atto di comportamenti rischiosi che rappresentano un cortocircuito del pensiero e permettono di sperimentare il proprio mondo senza il filtro della coscienza, come se fosse il corpo a dominare.

Il cortocircuito diventa circolo vizioso nel momento in cui gli adulti, che dovrebbero insegnare la vita, pensano che per farlo al meglio sia necessario trasmettere la conoscenza del modo giusto per non sbagliare.

Anche quando si dice ai figli che devono mettersi in gioco correndo il rischio di sbagliare, lo si fa tenendo un certo distacco dalla cosa, mantenendosi spesso su un piano teorico.

Come creare un rapporto di fiducia con figli adolescenti. Il rispecchiamento

Pochi genitori pensano che sia utile parlare ai figli delle proprie PAURE, di quanto ci si sia sentiti SOLI e INCOMPRESI in certe situazioni, di come anche da adulti si faccia fatica a SBAGLIARE e cercare di RIMEDIARE.

Nessuno crede che possa servire a qualcosa mostrarsi fragili e parlare delle proprie difficoltà.

I genitori rinunciano troppo spesso all’arte della NARRAZIONE AUTENTICA DI SÉ, forse pensando che non sia abbastanza interessante o abbastanza perfetta.

A volte si fa l’opposto, costruendo una narrazione non autentica, incentrata sul dover essere e sul senso di adeguatezza, non dando in questo modo ai figli una delle opportunità più grandi per costruire un legame di forte intimità: la possibilità del RISPECCHIAMENTO nei propri genitori, genitori autentici, persone vere, in carne ed ossa, che hanno provato come loro emozioni contrastanti e si sono sentiti in difficoltà, sia alla loro età che da adulti, perché fa parte del gioco della vita. Se c’è una cosa che gli adolescenti fanno in maniera istintiva e intensa è proprio il tenersi lontani da ciò che non è autentico, perché da questo hanno bisogno di differenziarsi.

La domanda che ritorna è ancora questa.

Come creare un rapporto di fiducia con figli adolescenti.

 

Una relazione fertile, costruttiva e intima ha bisogno di un modello educativo flessibile, che abbia la capacità di adattarsi ai cambiamenti e di reggere agli scossoni. È necessario accettare di stabilire nuovi confini, ridefinire gli obiettivi educativi evitando la trappola della pedagogia del giusto e dello sbagliato in favore della messa in gioco delle proprie emozioni e dei propri vissuti.

L’adolescente non ha bisogno di prediche ma della possibilità di un confronto diretto con i suoi genitori, della esperienza di sentirsi accolto e visto per ciò che è davvero, di sentire che l’altro ha emozioni, vissuti, una storia e anche un corpo fisico. Un genitore che sa esserci per il proprio figlio perché ha chiaro per primo quali sono le sue emozioni e sa separarle da quelle dei figli.

I figli non hanno bisogno di un manuale esistenziale ma di un punto di vista alternativo sul mondo, un’altra realtà possibile, che non abbia la presunzione di essere quella giusta.

A volte la difficoltà per i genitori è proprio questa: la possibilità di esserci con autenticità. Per gli adulti che non hanno avuto modo di elaborare la propria adolescenza non è semplice affrontare l’adolescenza dei figli, perché questa li mette inevitabilmente di fronte ai propri nuclei non risolti, alle proprie ferite ancora aperte.

E questa è una tappa fondamentale: SEPARARE LE PROPRIE FERITE DA QUELLE DEI FIGLI per poterli aiutare senza spaventarsi e senza irrigidirsi. Se trovano un buon terreno di confronto e non vengono represse, le richieste d’aiuto degli adolescenti possono diventare assunzione consapevole dell’interdipendenza come sistema di relazioni di scambio. Se si arriva a questa condizione si sarà ad un punto di svolta fondamentale: la tolleranza dei propri limiti e il riconoscimento dei propri bisogni permette di riconoscere se stessi e l’altro come persone reali con le quali si può entrare in contatto autentico, senza correre il rischio di costruire relazioni fusionali.

Testi per approfondire il tema:

Anna Fabbrini, Alberto Melucci – L’età dell’oro

Jesper Juul, La famiglia è competente 

 

Maria Grazia Rubanu e Melania Cabras

Psyblog. La sostenibile leggerezza dell’essere

Psynerghia, studio di psicologia

Figli al centro Come costruire l’autostima, dialogo con i figli, come gestire la separazione e molto altro. Le psicologhe ci aiutano nei nostri timori di gentiori.

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