Blog di Genitori

Figli al centro. Una grande mamma ci ha chiesto aiuto.

La lettera di una mamma che si è trovata di fronte alla confessione importante di sua figlia che con le lacrime agli occhi le parla della sua bisessualità.

Genitorialmente | una grande mamma

Figli al centro è  il nome del nostro progetto di crescita come genitori. Con noi collaborano due psicologhe Melania Cabras e Maria Grazia Rubanu di Psyblog

E’ uno spazio aperto a quei genitori che sentono la necessità di avere un confronto con altri genitori o con le nostre psicologhe; mantenendo l’anonimato se lo desiderano. E’ il caso di questa mamma che chiameremo Laura che qualche giorno fa ci ha scritto la seguente lettera:

 Ciao Manu,

ci conosciamo grazie al gruppo di adolescenti su Facebook.

Mi rivolgo a te perché nel tuo blog trovo degli interventi interessanti e sempre molto attuali e in gruppi anche chiusi non voglio espormi; non per la mia privacy, ma per quella di mia figlia che devo e voglio rispettare.

Ho una situazione particolare da affrontare e non so da dove cominciare. Ho una figlia di 18 anni, sicuramente molto più matura dei suoi coetanei. Ho un bel dialogo con lei, dopo aver superato periodi davvero difficili, ieri sera mi ha detto tra le lacrime che è bisessuale.

La cosa di per se non mi mette in difficoltà, ma il fatto che me l’abbia detto tra le lacrime mi preoccupa. Quindi la domanda è:

Come si affronta una situazione così?

Preciso che le ho proposto di andare a parlare con la psicologa che l’ha seguita in passato; ma non vuole perchè non è una malattia. Ho cercato di spiegarle che concordo con lei che il suo orientamento sessuale non è una malattia; ma vedo che c’è un disagio che io non so come affrontare e ci vuole una figura apposita.

Non so se puoi porre questi miei quesiti alle psicologhe con cui collabori o se magari puoi riportarle nel tuo blog o nel gruppo, senza fare riferimento diretto a me.

Se invece sono stata inopportuna ti chiedo scusa.

 

Io ho avuto i brividi quando ho letto questa lettera, altro che inopportuna. Come mamma il mio primo pensiero è stato che grande mamma è Laura.

Io voglio essere come lei.

Una grande mamma che si mette a fianco dei propri figli e con loro affronta la vita. Una grande mamma che è stata così brava in questi anni da avere un dialogo aperto con sua figlia; ha raggiunto l’obiettivo che credo sia il primario per ogni genitore: ottenere la fiducia dei figli. Mettendo da parte le emozioni e i brividi, ho fatto quello che Laura mi ha chiesto: ho girato la sua mail a una delle nostre psicologhe.

Ecco cosa hanno risposto:

Carissima,
La prima cosa che ci ha colpito leggendo le tue parole é l’attenzione che hai per tua figlia.

La tua capacità di ascolto non giudicante é senz’altro la risorsa piú preziosa in questa fase delicata. Hai dimostrato che la fatica fatta quando ci sono stati momenti difficili é stata utile e ben spesa; infatti tua figlia si é rivolta a te per parlare di una cosa molto personale.
Le hai dato un buon consiglio dicendole che può richiedere un supporto per gestire una situazione che magari é nuova anche per lei.

Forse per questo, anche se sa che non é una malattia, si sente in difficoltà.
Tu puoi stare con lei, in ascolto di come sta e nel rispetto dei suoi tempi e dei suoi spazi; per capire cosa la preoccupa di questa cosa.
Potrebbe essere una difficoltà personale o magari interpersonale…
Lei lo ha sempre saputo o lo ha scoperto da poco?
Le é capitato di innamorarsi?
Può essere che sia spaventata dal giudizio sociale? Dal fatto che questa cosa non é molto accettata nella nostra società?

Le nostre domande sono solo suggestioni che ti lasciamo per provare ad avvicinarti a lei con qualche spunto in piú.
Non crediamo ci sarà bisogno di porgliele in maniera diretta; serviranno a te per stare vicino a lei e sostenerla in ciò di cui avrà bisogno.
Sei stata brava e saprai utilizzare le tue risorse al meglio, ne siamo certe. E se sarai in difficoltà avrai la capacità di chiedere aiuto, come hai fatto adesso.

Un abbraccio virtuale

Maria Grazia e Melania

Figli al centro è il progetto che condividiamo con due psicologhe, dello studio di psicologia Psynerghia, specializzate in terapia familiare che ci accompagnano con “l’intento di stimolare, attraverso delle riflessioni, la messa in atto delle risorse che le famiglie hanno, anche quando faticano a vederle. Senza la presunzione di dare dei consigli ai genitori che, secondo noi, sono sempre i maggiori esperti rispetto ai propri figli.”. Abbiamo affrontato tematiche importanti come l’autostima, il dialogo, l’omosessualità e continueremo in questo percorso con altri argomenti altrettanto impegnativi: a novembre parleremo di separazione. Per saperne di più puoi leggere qua Figli al centro

 

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