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Ricordi d’estate in città: mi sono sentita ventenne

Ricordi d’estate in città: mi sono sentita ventenne | Genitorialmente

Ricordi d’estate in città: mi sono sentita ventenne | Genitorialmente

Io sono una che fa sempre bilanci, quanti persone ho conosciuto, cosa ho imparato di nuovo, qual è stata la cosa più bella e così via.

Proprio mentre scrivo mi rendo conto che, io che non sono una ottimistona, in realtà con questi bilanci guardo solo alle cose belle che mi sono capitate e non a quelle negative, vuoi vedere che anche io riesco a essere positiva ogni tanto??

Ricordare quello che è stato e farne dei bilanci mi permette di prendere coscienza e fare mia quell’emozione, da qualunque parte arrivi: una nuova amicizia o un tramonto mozzafiato.

Oggi il mio bilancio è chiaramente sull’estate che sta finendo, non voglio parlare delle vacanze, troppo facile, ma invece della mia estate in città. Quest’anno mio marito ha deciso che avrebbe passato una settimana in montagna con sua mamma e le nostre figlie, quindi io ho iniziato a organizzare quella settimana con tutte le uscite possibili e immaginabili. E’ stata la settimana più calda dell’estate, ma neanche questo mi ha fermato.

Sono ritornata ventenne. Cosa ho fatto di eccezionale? Niente … per una ventenne ma tutto per una mamma sempre di corsa che deve fare i conti con dei tempi sempre troppo stretti.

La cosa straordinaria è stata che non avevo orari, sensazione strepitosa.

In una settimana ho condensato la mia vita mondana di un anno e forse anche più, ma la ciliegina sulla torta è stata l’uscita con il mio amico di quando avevo 17 anni.

Lui ha una famiglia davvero impegnativa e non è facile vedersi ma quella sera siamo andati in pizzeria e abbiamo chiacchierato mentre ci mangiavamo un gelato, esattamente come quando eravamo ragazzi o meglio più giovani, perché io ancora oggi mi sento una ragazza e guai a chi dice il contrario.

Vedersi raramente significa che ci vuole un pochino per riprendere la vecchia confidenza, ma se siamo amici da 30 anni ci sarà un perché.

Perché sappiamo ridere e sfotterci e parlare seriamente e dirci anche cose toste come quella volta che mi disse “Ma sei diventata cupa e negativa, cosa ti ha fatto la vita per cambiarti così?”. Da allora cerco di cambiare perché io non sono così, non mi sento così e non voglio essere così.

Ricordi d’estate in città: mi sono sentita ventenne | Genitorialmente

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A serata finita mentre tornavo a casa stavo sorridendo da sola, sentivo quella serenità quel sapore di buono che ti lasciano gli amici veri.

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