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Libri in valigia: Uccidi il padre

Per la nostra serie dei libri in valigia oggi vi racconto un libro che, nonostante sia un po’ voluminoso, è perfetto per essere letto anche sotto l’ombrellone: “Uccidi il padre” di Sandrone Dazieri.

A dispetto del titolo non è la storia di parricidio ma un thriller mozzafiato. I due protagonisti Colomba Caselli e Dante Torre sono lo stereotipo dell’antieroe. Lei è un poliziotto in congedo a causa di un evento tragico di cui è stata protagonista durante un’operazione di polizia e soffre di attacchi di panico che non vuole ammettere neppure a se stessa; però è una donna forte e combattiva e, cosa che le tornerà spesso utile, anche molto bella. Dante Torre, anche noto come “l’uomo del silos”, è stato rapito all’età di sei anni ed è rimasto prigioniero in un silos per 11 anni, diventando così uno psicolabile; ma è anche un genio e, liberatosi dal silos, si è ricostruito una vita specializzandosi nel ritrovamento di persone scomparse e nell’individuazione di abusi infantili.

Il libro inizia con la scomparsa di un bambino di 5 anni, durante una gita fuoriporta insieme ai suoi genitori. La madre è stata trovata decapitata vicino al luogo della scomparsa e il padre viene accusato dell’omicidio della donna e della scomparsa del bambino.

Loro malgrado, Colomba e Dante sono coinvolti nell’indagine. Immediatamente Dante riconosce dallo stile del rapimento la mano de “il padre”; il suo stesso aguzzino. Nonostante i chiari segni di squilibrio mentale Dante riesce a convincere della sua tesi la poliziotta in congedo e i due proseguono le ricerche del bambino, a dispetto dell’opinione degli incaricati ufficiali delle indagini, che ormai sono convinti della colpevolezza del genitore del bambino.

Il romanzo si apre come una caccia al serial killer, forse un po’ troppo in stile americano, e prosegue intrecciando nel racconto complotti e attentati; il risultato è una storia avvincente che non si riesce a lasciare sul comodino.

Per chi già conosce Sandrone Dazieri questo nuovo romanzo è una sorpresa; lo stile è infatti molto differente dalla cosiddetta “serie del Gorilla”, dal soprannome del protagonista dei suoi precedenti romanzi del genere “noir metropolitano. I libri del Gorilla sono diventatati un vero cult del loro genere, tanto che, da “La cura del gorilla”, è stato tratto anche un film interpretato da Claudio Bisio; con questo libro cambia radicalmente la struttura narrativa, immutata, è invece, la capacità di Dazieri di tenere il lettore incollato alle pagine del libro.

Buona lettura a tutti i genitori!


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